Una dimora storica ad Asolo
Appena oltre le mura di Asolo, Villa Cipriani conserva ancora la misura della residenza di campagna da cui è nata.
L’impianto è di epoca palladiana; la Villa fu ampliata e migliorata nel XVIII secolo e assunse il suo carattere toscano alla fine dell’Ottocento. Nel 1962 Rupert Guinness, secondo conte di Iveagh, ne affidò la trasformazione alberghiera a Giuseppe Cipriani. Da allora la dimora porta il suo nome.
Dal 2012 la proprietà è di Massimo Zanetti e gli interventi seguono un principio preciso: conservare e recuperare ciò che appartiene alla casa prima di sostituirlo.
Il carattere della casa è rimasto
Villa Cipriani non offre la regolarità di un albergo progettato stanza per stanza. Le sue 28 camere, distribuite tra la Villa e la Casa Giardino, seguono l’architettura degli edifici e cambiano per dimensioni, luce, arredi e affacci.
Travature a vista, pavimenti in parquet, mobili d’epoca, esempi di artigianato locale e piastrelle fiorite di Vietri sul Mare fanno parte di questo carattere. All’American Bar gli arredi sono ancora quelli scelti da Giuseppe Cipriani negli anni Sessanta; al ristorante alcuni piatti della sua tradizione continuano a essere serviti accanto a una cucina legata alle stagioni e ai prodotti del territorio.

Non si tratta di ricostruire un passato: piuttosto, di continuare a usare ciò che ha ancora qualcosa da raccontare.
La misura privata, il servizio di un cinque stelle
Con 28 camere, Villa Cipriani conserva una dimensione raccolta. A questa scala si affianca un servizio da hotel 5 stelle: ricevimento disponibile 24 ore su 24, concierge, facchinaggio e lavanderia accompagnano il soggiorno, insieme agli spazi del giardino, alla piscina panoramica e all’area wellness.
La riservatezza è parte della storia della Villa. Nel tempo vi hanno soggiornato famiglie reali, attori, registi e protagonisti della cultura internazionale; i loro nomi appartengono oggi alla memoria della casa.















